Come va?
Scopriamo che prendere una pausa per riposare, non ci rallenta: ci da lo slancio per andare più lontano.
Ciao, questa è LINKioni, una newsletter intelligente e sì, abbiamo saltato un appuntamento per concederci il tempo di una corroborante pausa, così da evitare di consumarci a causa dei troppi impegni.
Parlo per me - ciao sono Artematiko - ma grossomodo tutto lo staff di LINKioni riconosce l’importanza dell’appuntamento sulla newsletter e con te. Quindi abbiamo preferito agire così piuttosto che offrirti una lettura scaldata.
Per la stessa ragione abbiamo scelto di mettere in pausa momentanea anche lo show in diretta.
In pausa sì, ma non mi sono mai fermato, anzi senza questo stop non avrei potuto lavorare a quanto sto per raccontarti.
Prima novità: PLIN PLON
Alla fine l’azienda è salva e il proprietario, Ostario Cazzolari, mi ha offerto un Cedrone Plin Plon, la bevanda solo per intenditori.
Cos’è successo?
Ho convinto mr. Cazzolari a fare un branding podcast, una raccolta audio con tutte le pubblicità che l’azienda ha prodotto a partire dal 2020, di cui ho curato ogni dettaglio. Per questo progetto ho curato anche la copertina con il logo disegnato a mano.
Credo che sia la prima volta che la gente mi dice che ama la pubblicità in un podcast, e che anzi, l’aspetta.
Ecco perché nasce il podcast Plin Plon che puoi trovare sulle piattaforme podcast o sulla sua pagina dedicata.
Io le chiamo pubblicità officinali.
Sono tantissime, quindi:
ogni mattina alle 8:00 una pillola 💊 di buonumore sulla pagina di Plin Plon.
Buon Ascolto :)
Sembrava tutto a posto, ma dopo qualche giorno dalla distribuzione, gli umarells di Apple podcast si sono accorti che le pubblicità di Plin Plon scorrazzavano anche sulla loro piattaforma.
È tutto risolto ora, ma per qualche tempo il podcast è stato rimosso. E il motivo è stato un loro equivoco. Ti racconto tutto alla fine della email con le mie riflessioni.
Intanto:
Seconda novità: Il papertoy di LINKioni.
Nasce tutto dal desiderio di poter offrire dei gadget di LINKioni, un ricordo fisico per chi come te ci segue e ci vuol bene.
Parlando con lo staff abbiamo sentito questa esigenza e quindi mi son messo a cercare cose carine di qualità, da poter offrire a prezzi accessibili, tra cui magliette, tazze stampe o cappelli personalizzati.
Un modo per sostenere il progetto dando in cambio cose concrete.
Peccato che, tra noi e il nostro entusiasmo, è sorto il fisco 👿 che ci ha intimorito con frasi oscure e poco chiare. Frasi con parole tipo: “zolfo, vendita continuativa, male, dichiarazione dei redditi, fuoco e fiamme e partita iva”.
In pratica dovremmo vendere i gadget in maniera discontinua e non si capisce quale sia il limite del discontinuo, visto che ci affideremmo a servizi online che stanno li 24 su 24.
Ho provato a chiedere ad altri creatori di contenuti, come cacchio facciano a vendere gadget per la propria fan base, ma appena faccio la domanda, cominciano a balbettare e poi scappano gridando Beep Beep!
Ho, quindi, cambiato strategia: lascio vendere ad altri, cose che disegno e progetto io.
Ho pensato che se fossi riuscito a trovare amici o una azienda simpatica, che potesse realizzare e vedere Toy stampati in plastica 3d, di noi LINKioni, magari realizzati grazie ai miei disegni, sarebbe stato una grande idea: ero disposto a lasciare tutto il ricavato a chi lo realizzava e spediva.
Niente! Nada! Nein! Più facile a dirsi che a fars… E se me li facessi da solo sti pupazzi, non in plastica, ma in carta?
Ecco che ho concepito l’idea di realizzare i primi Toy 3d di LINKioni in cartoncino stampato.
L’idea è stata quella di progettare un pupazzo in cartoncino da ritagliare e assemblare, personalizzato per ciascun membro dello staff di LINKioni.
Il procedimento? Ritagliare le parti e incollarle per assemblare il pupazzo
Concept: un pupazzo con un cappuccio e giubbetto che potesse stare in piedi o seduto.
Ora non so per quale bias cognitivo che mi porto appresso, invece di partire da una forma tridimensionale per poi disegnare il “carta-modello”, ho cominciato a progettare il prototipo del cappuccio direttamente dallo sviluppo piano: follia!



Non contento, ho proseguito, modificando il disegno e facendo varie prove di ritaglio, con risultati che somigliavano sempre di più a una moca.
Ho continuato a lavorare solo in piano, cercando di immaginare come sarebbe venuto fuori in 3D.
Così, in pochi giorni, all’inizio di marzo, ho imparato le basi di Blender (un software 3D gratuito) e ho cominciato a disegnare varie forme di cappuccio - e poi il corpo.
Ho provato a modellare un solido, modificandolo per farlo assomigliare a un cappuccio a punta. Ma, vedendolo sullo schermo e poi stampando i test su carta, mi sono reso conto che la forma non mi convinceva affatto: basta con la moca.



Il bello di questo software è che permette disegnare forme tridimensionali e di scomporle - srotolarle - su un piano.
Non ti metto tutte le foto dei test stampati e assemblati con carta e colla.
Se vuoi aggiornamenti immediati e chiacchierare un pochetto con noi, ti invito a visitare il canale Canale Telegram LINKioni o il mio Canale Telegram Artematiko in cui ti aggiorno anche su argomenti non legato ai LINKioni.
Sta di fatto che ho rinunciato al cappuccio a punta e mi sono orientato su un cappuccio più tondetto, cioé quello che vedi nel prototipo in foto



Ci siamo quasì, Nikelino sta prendendo forma e sto lavorando per rendere accessibile l’assemblaggio un pò a tutti.
Devo raccontarti altre novità che stanno avvenendo da questa parte - mascotte di Plin Plon, un libro da costruire e gli esperimenti che facciamo. Ma per ora credo che basti.
Artematiko
Cosa è successo su Apple podcast?
Apple podcast è la piattaforma che per prima ha permesso la diffusione dei podcast nella prima metà degli anni 2000.
Una applicazione fortemente voluta da Steve Jobs entusiasta di contribuire alla distribuzione di contenuti audio tramite la tecnologia del feed RSS, sui primi iPod - il loro lettore MP3 -
Il Feed RSS permette agli audio ospitati su un sito, di diventare podcast: di essere, cioè, distribuiti e ascoltati ovunque ci sia un lettore capace di interpretare questo codice. Oltre al contenuto audio/visivo il lettore può riportare molte informazioni, come il titolo, la copertina. la descrizione ecc.
Ogni volta che c’è un aggiornamento, il feed fa apparire sul lettore una nuova puntata con tutte le informazioni e l’utente può scaricarla e ascoltarla contemporaneamente.
In pratica Apple Podcast è un lettore di feed RSS per i podcast, raggruppa, aggrega e distribuisce in un unico posto, audio ospitati su tanti siti differenti.
Attualmente è una delle più grandi piattaforme dove trovare podcast, te li consiglia pure e fanno pure una classifica, non (solo) in base agli ascolti, ma in base a… boh!
Ho quindi dato in pasto il feed RSS di Plin Plon ad Apple Podcast per distrubuirlo anche lì.
Tutto bene, sembrava, ma dopo qualche giorno l’hanno rimosso senza pensarci, e mi hanno scritto dicendo che secondo il regolamento, un podcast non può contenere più pubblicità del contenuto editoriale, cito:
“quindi gli episodi non devono consistere principalmente in pubblicità o marketing per prodotti, contenuti o servizi al di fuori di Apple Podcasts senza fornire un vantaggio editoriale per gli ascoltatori.”
La reazione del signor Ostario Cazzolari, proprietario di Plin Plon, è stata adeguata al suo cognome.
Non mi sono preoccupato più di tanto, era chiaramente un equivoco, che si sarebbe chiarito, e anche se il podcast era offline sulla loro piattaforma, girava tranquillamente su altre piattaforme.
Ho un paio di considerazioni da fare:
A) Visto che mi hanno scritto, non era meglio farlo prima di rimuoverlo e darmi un tempo limite per chiarire o cambiare il contenuto?
Questa rimozione poteva esser un bel danno economico, no?
B) Se il contenuto editoriale fossero proprio le pubblicità? Mai assistito a una maratona di pubblicità geniali?
C) Qual è il vantaggio editoriale per gli ascoltatori Apple? 🤷🏻
Comunque ho scritto all’assistenza, spiegando che non solo le pubblicità sono sketch umoristici di pochi minuti su prodotti inesistenti, ma che - per quanto mi sia doloroso strappare l’innocenza di chi credeva il contrario - l’azienda Plin Plon non esiste.
Già: Plin Plon è una invenzione, è un vero peccato che abbia dovuto specificarlo.
Qualcuno mi ha fatto notate che questo è probabilmente avvenuto a causa di algoritmi di Apple podcast, ma io non ne sono così convinto.
Secondo me c’è stato un errore umano e non un algoritmo.
Quando viene inviato un nuovo podcast tramite il portale Apple Podcasts Connect succede questo:
Il sistema verifica automaticamente che il feed RSS sia tecnicamente corretto, verifica i metadati completi e se la copertina sia grande il giusto.
Apple, però, effettua anche una “revisione manuale” di ogni podcast per assicurarsi che i contenuti siano conformi alle politiche aziendali.
Quindi i tempi di attesa si allungano: gli Apple Umarells devono revisionare contenuti in varie lingue che non sempre conoscono.
Ma il podcast era stato approvato, quindi?
La cosa più plausibile: avendo già un canale Apple con vari podcast, quello di Plin Plon e stato reso disponibile sulla fiducia, senza un pre-ascolto.
Solo dopo è partita una lenta umarell revision.
Hanno tradotto le descrizioni dall’italiano all’inglese, eliminando le sfumature che un madrelingua riconosce come ironiche.
Probabilmente gli audio sono analizzati anche con un modello generativo che ne trascrive i punti salienti: essendo sketch strutturati come pubblicità, la lettura di queste sintesi potrebbe ingannare.
Durante la fase di revisione, per sicurezza, ho aggiunto quattro parole in inglese per chiarezza elementare: parody podcast - fictional brand.
Quindi hanno capito e giovedì scorso:
Sono ancora umorismo muniti, ma glielo devi spiegare in maniera basica.



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