Scoperte all'estero e scoperte nei paraggi
Scopriamo che qualunque parola cambia significato a seconda del tono e del contesto in cui la si usa; e che a volte per scoprire mondi fantastici basta avvicinarsi alle cose.
Quando leggi questa newsletter sai già che le prime righe le dedichiamo agli ospiti dello nostro show, quello che puoi ascoltare in diretta o differita sul sito linkioni.it.
E indovina come si chiama questo show?
Giovedì 19 febbraio 2026 Paolo Maoret, documentarista e Marco Degli Esposti, musicista e sound designer, passano da noi. Se ricordi dovevano passare l’anno scorso, ma la puntata è saltata per acciacchi artematici.
Giovedì 26 febbraio 2026, avremo un ospite che solletica moltissimo la nostra curiosità creativa, Simone Omotenashi Anime Ottuzzi, Anime Figure, Sake Sommelier, Tokyo Lover.
Cristiano Dalianera dice di lui:
Nasce chicco di riso pavese alla fine degli anni ’70: quasi un segno del destino. Cresciuto a risotti e cartoni animati giapponesi, sviluppa negli anni una deflagrante dipendenza per l’arte nipponica: manga, anime, sakè, maid café, fino a diventare un giapponologo a tutto tondo.
Beve e diventa sommelier. Colleziona action figure e diventa Mazinga.
Crea OMOTENASHI ANIME, canale YouTube dedicato alla cultura otaku.
Nel 2025 è stato ospite a Lucca Comics & Games per presentare il libro scritto a quattro mani con il prof. Furio Detti, Le Anime del Sake – Sake e altri spiriti nei cartoni animati giapponesi.
🛎️ Annunci prima di raccontarti cose:
A marzo lo show, si prende una pausa di almeno un mese.
😴 Sentiamo il bisogno di riposare, guardarci indietro e renderci conto di quanto costruito finora.
Sono due anni che lavoriamo sul progetto multimediale LINKioni senza sosta, prima in radio e poi in podcast: tutta la baracca e indipendente è auto finanziata.
Durante le precedenti “vacanze”, abbiamo lavorato al piano editoriale, al sito, ai contenuti, alla cura degli ospiti.
Immagino che se ci segui da un po’ comprenderai benissimo quanto sia complesso e faticoso fare quello che facciamo.
Inoltre sentiamo la necessità di proporti delle novità, ma per cucinartele come meriti ci serve il giusto tempo e la giusta attenzione.
🍓 Altra novità a proposito dello show:
Il 27 febbraio pubblicheremo una puntata bonus su Lupin III che abbiamo registrato con quelli de L’ora della Animazione.
Secondo noi è venuta bene, ma ci fai sapere?
In questa newsletter:
Curling, sport o insulto? - di Joda
Viaggi nei Paraggi - di Artematiko
Recap - nelle puntate precedenti di LINKioni
Curling, sport o insulto?
Quando mi sono trasferita nel Nord Europa, non avrei mai immaginato che un soprannome mi avrebbe portato a scoprire uno sport che oggi impazza nelle Olimpiadi invernali.
Lassù, infatti, le madri italiane vengono spesso chiamate “madri curling”.
Purtroppo non è un complimento, perché per loro è frutto della cattiva educazione che diamo ai figli: le mamme italiane, dicono, tendono a “spazzare” la strada davanti ai propri figli, proprio come i giocatori di curling fanno con le scope sul ghiaccio. Che si tratti di rimuovere ostacoli, risolvere problemi o preparare il terreno perché i figli possano “scivolare” senza intoppi nella vita, l’immagine è quella di una scopa che spazza via ogni difficoltà.
È così che lassù ho iniziato a chiedermi: ma che diamine è ‘sto curling?
Ho scoperto alcune cose particolari di uno sport che, con rispetto di chi lo ama, definisco noioso fino allo sfinimento.
Per esempio che l’onestà è requisito base per giocare: è uno dei pochissimi sport in cui gli atleti si arbitrano da soli.
Se un giocatore tocca accidentalmente una pietra con la scopa o commette un fallo, è lui stesso a doverlo ammettere e accettare la penalità. Nei tornei importanti, non ci sono praticamente mai proteste o richiami agli arbitri e mai i giocatori esultano per gli errori degli avversari.
Una eccezione a questo quasi mistico fair play venne dall’atleta Paul Gowsell, un curler canadese che nel 1980 decise di sfidare le convenzioni consolidate.
Durante una partita importante, ordinò due pizze giganti, se le fece portare direttamente sul ghiaccio e le mangiò con la squadra mentre gli avversari tiravano. Pizza Paul, così lo chiamarono da allora in poi, divenne una leggenda dimostrando che anche nel curling c’è spazio per l’ironia e la trasgressione.
Infine, il nome del curling che viene definito “lo sport ruggente” (the roaring game) perché le pietre di granito producono un rombo caratteristico, mentre scivolano sul ghiaccio preparato con minuscole goccioline d’acqua congelate, quasi un sibilo.
È un suono distintivo e contribuisce a creare un’atmosfera quasi ipnotica. Chi ama questo sport parla proprio del suono come una delle caratteristiche che rapisce.
Così, partendo dal mio essere per loro una madre curling, ho scoperto uno sport che a me ricorda solo le bocce giocate dagli anziani nei circoli.
Joda
Viaggi nei paraggi
Massimiliano mi prende in giro, dicendo che quando andiamo in gita, invece di fotografare paesaggi urbani e splendidi tramonti, sparisco dalla sua vista e mi ritrova a fotografare sassi, tombini e monnezza.
Massimiliano è un mio amico, ha un modo speciale di percularmi che mi provoca risate incontrollabili.
Mi rendo conto di quanto il mio comportamento sia strambo anche se posso assicurarti che ho le mie buone ragioni.
Per esempio: le persone che mi conoscono sanno che faccio video di posti che visito per ricordarli, e li metto su un archivio online accessibile a tutti.
Certamente riprendo il paesaggio, ma anche particolari di muri, la forma dell’acqua, alcuni pavimenti, porte o cose che mi colpiscono.
Sono dettagli che trovo molto belli, misteriosi e affascinanti: gusti!
Uso spesso cellulari per riprendere e sappiamo entrambi che quel tramonto è meglio gustartelo senza fare altro, perché in foto verrà peggio dell’originale.
Quindi no, non vado in cerca di spazzatura, come dice Massimiliano, e oggi provo a portarti con me, in viaggio tra immagini di mondi stupefacenti che sono sotto gli occhi di tutti, ma non immediatamente accessibili, necessitano attenzione per essere notati.
Non ricordo quando ho cominciato, ma avevo acquistato un set di lenti per smartphone, di quelli che si agganciano sugli obiettivi tramite molletta. Costano poco, dai 2 ai 5 euro e io sono sempre stato affascinato dalle potenzialità di oggetti economici od obsoleti.
Quella volta ero solo e fui attirato da un pezzo di legno ricoperto di lichene - tu assecondami vedrai che non te ne pentirai.
Un pezzo di legno non ha nulla di attraente - per te - ma non ricordavo di aver mai visto un lichene di un giallo così brillante e con forme così incredibili.
Mi ricordavano uno scorcio subaqueo.
Sì, è la foto di seguito, prenditi il tempo di osservala un pochetto perché ora facciamo un salto.

Avevo con me quelle lentine da applicare sull’obiettivo e mi son chiesto cosa avrei visto se avessi usato quella che permette ingrandimenti (macro).
Dimmi se non sembra un alga o le ventose di un essere acquatico alieno.

Ti rendi conto che avevo trovato un modo economico per visitare posti affascinanti, che non immaginavo, a pochi metri dal mio naso?
Ovviamente non ho più guardato le cose allo stesso modo e ho voluto scoprire com’è una gemma di fico che sta sbocciando, per accorgermi che fosse ricoperta di linfa.
Sarai d’accordo con me che quando si sta un viaggio, non vedi l’ora di vedere altri posti nuovi, in cui emozionarti.
Il passo successivo è stato voler vedere com’è il muschio da vicino, per scoprire con i miei occhi, che esistono tanti tipi di muschio e che sono innamorato del verde smeraldo delle sue foglie… IL MUSCHIO HA LE FOGLIE - o almeno è quello che sembrano a me, perché in tutto questo io non ho alcuna preparazione sulla biologia o conformazione delle piante: ti dico quello vedo.
Non posso metterti tutta la collezione di foto che ho fatto in questi anni, per quanto sia una più bella dell’altra, che fossero piante, muffe o pezzi di asfalto.
Le trovo immagini stupefacenti che a riguardale mi lasciano quel senso di meraviglia che si prova d’avanti a un paesaggio bellissimo.
Sembra banale, ma già accorgermi delle differenze tra muschi è già di per se sorprendente.
Certi muschi di montagna ricordano il mitologico vello metallico. Camminarci sopra a piedi nudi, dà una morbida sensazione effervescente che parte dal basso e arriva ai capelli.
Altri muschi urbani ricordano prati immaginati in racconti fantasy.
Se puoi, guardali dopo la pioggia: il colore verde smeraldo riverbera nella luce grigia, le gocce restano sospese sui quegli steli bulbosi e diafani, che sembrano lampioncini. Anche questi ultimi, da vicino hanno riflessi metallici.
Tutto quello che leggi qui, non ha alcuno scopo di istruirti sugli usi e costumi del muschio, di cui so solo che ama l’umido, cresce a nord e da vicino è spettacolare.
Certamente son belli er Colosseo, er Cupolone, il Duomo ecc, ma spesso mi vedrai fotografare muri, sassi e sampietrini. Dettagli apparentemente trascurabili, che resteranno tali finché non sceglierai di scoprire se effettivamente ci sia qualcos’altro.


Quindi per me è come un’avventura in luoghi esotici, mondi fatti di colori e forme mai visti, con esseri incredibili, multiformi, spesso di una bellezza e grazia che mi colpiscono. E non devo andare in aereo a Dubai o col razzo su Marte, devo solo fermarmi e avvicinarmi alle cose: basta anche sedermi nella mia cucina.
Ognuno ha le sue passioni. Molte persone amano viaggiare per vedere cose nuove e nutrirsi di culture diverse. A dire la verità anche a me piace, ma non sempre posso farlo e questi viaggi nei micro mondi, li trovo incredibili: sembra fantascienza.
Mi chiedo come la gente non si stupisca della vita che ci circonda.
Poco prima di scriverti sono andato a fare una passeggiata. C’era il muro che vedi qui in basso. Il muschio che lo ricopriva aveva questi affarini che personalmente mi ricordano piante carnivore. Come faccio a non stupirmi?



Artematiko
Recap - nelle puntate precedenti di LINKioni
Siamo arrivati al finale con un bel riepilogo di quanto è successo nelle puntate precedenti, partendo dall’ultima, giovedì 12 febbraio, con Michele Cirillo, fotografo e docente di fotografia.
Pare strano parlare di educazione all'immagine, in audio, ma con Michele si chiacchiera bene. Abbiamo anche parlato di pornografia della povertà il cui fulcro sono sempre i bambini: vendono di più.
E poi Riti Pagani, la fanzine nata dalla sua esperienza da osservatore alla Fontana di Trevi.
Inoltre il meraviglioso fenomeno dell’Accidental Renaissance nato su Reddit e diventato una forma artistica.
Cos'é? Dai scoprilo ascoltando la puntata.
Segue la lista dei link di questa puntata
Giovedì 5 febbraio tanti argomenti peculiari, come la storia di bavosi esseri che usano gli smartglasses - quelli con cui fare filmati. Questi riprendevano ragazze ignare per poi caricare i filmati online, sui corsi per rimorchiare, con pesanti conseguenze sulle vittime.
Abbiamo scoperto il collirio da usare al posto degli occhiali.
E un servizio che ti dice quanto è difficile cancellare il proprio account dalle piattaforme. Da alcune è impossibile, quindi occhio.
Il resto puoi ascoltarlo nella puntata.
Segue la lista dei link di questa puntata
Per ora è tutto, ci leggiamo tra due domeniche.





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